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Mille Miglia

La creazione della gara e del nome

La "riunione brevissima" non aveva quindi il carattere informale di una riunione tra amici, ma era stata convocata allo scopo di "concretare e battezzare questa manifestazione", la Mille Miglia.

«Ma quale gara poteva in quel momento scuotere l'ambiente, interessare case e costruttori ?

Si pensò ad una ripresa del Circuito di Brescia, idea presto scartata perché c'erano da rifare impianti e strade e poi fatto questo non si creava nulla di nuovo e difficilmente le case avrebbero aderito ad una forma di gara già decaduta. Inoltre tutti avevamo fretta di concretare subito.

"Se facessimo un giro d'Italia?" Troppo lungo, troppo difficile. "Una Brescia-Roma-Brescia?" S'era sulla strada giusta. Roma e Brescia: due nomi simbolici. L'automobilismo italiano con questa manifestazione che voleva essere l'inizio di una riscossa, di una vitalità nuova, avrebbe idealmente collegato la terra di Augusto Turati - al quale si doveva la rinascita sportiva italiana - alla capitale donde il Duce irradiava la sua volontà realizzatrice».

Non stupiscano queste affermazioni di Canestrini: la delicata situazione politica ai tempi del regime imponeva questi atteggiamenti e, come poi descritto nel 1967, le cose non furono così facili.

La scelta del percorso, ad esempio, sottostava alla moda del tempo che voleva "far confluire tutto alla capitale".

«Si concretò presso a poco il percorso attuale di 1600 chilometri. E quale nome avrebbe avuto la gara? "Gran Premio Brescia", "G.P. della Resistenza", "Gran Criterium di Turismo" ? No.

Denominazioni troppo comuni che non dicevano niente. Maggi, Castagneto ed io li scartammo man mano. Mazzotti - sprofondato in una poltrona - sembrava non partecipare a questo lavoro di selezione.

D'un tratto, come colpito da una ispirazione, esclamò: "Coppa delle Mille Miglia" ! Benissimo il nome era trovato. Non ci mancava che il consenso e l'approvazione delle Gerarchie e poi la grande manifestazione avrebbe potuto realizzarsi».

Ciò che Canestrini non dichiara nel 1930 è la preoccupazione che il nome scelto potesse non essere accettato. Ecco come viene invece riportato il dialogo nel 1967:

«Fu ancora Franco Mazzotti a chiedere: "Quanto è lungo il percorso?" "1600 km".

"Cioè 1000 miglia - osservò Mazzotti fresco dal suo viaggio americano - E allora perché non Coppa delle Mille Miglia?" Il nome piacque a tutti. Qualcuno obbiettò che quel riferimento al sistema di misurazione inglese poteva suonare male agli orecchi di qualche zelante gerarca. "Niente affatto", ribattei, "i romani misuravano le loro distanze in miglia, siamo perciò nella tradizione romana". E fummo tutti d'accordo.

La Mille Miglia era ufficialmente nata! Il 4 dicembre ne davo per primo l'annuncio sulla Gazzetta dello Sport"».

La notizia, poco più che alcune righe, non gode d'immediato risalto tra il grande pubblico (tranne che a Brescia), assai più attento ai gravi avvenimenti di quell'anno, il 1926.