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Mille Miglia

Le parole di Giarratana


Nei primi mesi del 1927, in ogni caso, i due si trovavano all'apice della loro carriera e appare quindi particolarmente rilevante il racconto di Giarratana: «... in quei primi tempi, se l'idea aveva colpito la fantasia della gente, coloro che dovevano poi realizzare questo sogno dovettero sentire più che la dolcezza, un incubo, visto che nascevano difficoltà da tutte le parti, e non solo difficoltà di ordine finanziario, alle quali provvide generosamente Chino Mazzotti.1

Ciò che è più sorprendente è l'essere passati in meno di due mesi dalle parole ai fatti; il che vuol dire che qualche volta anche dalle chiacchiere che sembrano inutili3 gli uomini di qualità sanno tirare fuori dei fatti che sono e restano sbalorditivi. Maggi e Mazzotti accettarono con entusiasmo l'idea di Castagneto (importante attribuzione di paternità dell'idea) che cominciò a correre attraverso mille bocche. (...)

Si trattava di mobilizzare mezza Italia, si trattava di vincere la naturale resistenza delle cosiddette autorità costituite, le quali, use a chiudere un piccolo circuito, senza riuscire ad eliminare le disgrazie, non si sentivano di dare l'autorizzazione tanto facilmente.

Nelle more delle decisioni supreme si stabilì che il sottoscritto e Chino Mazzotti avrebbero fatto un giro di propaganda, non per avere il senso della strada4 ma per sentire il polso degli uomini e le idee delle autorità.

Non nascondo che partendo io pensavo inoltre di suscitare, attraverso i colleghi della stampa italiana, un tale clamore da forzare moralmente la mano a chi doveva decidere.

Fu così che una bella mattina la Isotta Fraschini di Mazzotti mi venne a prendere. Il percorso che i corridori dovevano fare tutto d'un fiato noi lo facemmo in otto giorni, cercando i direttori di giornali, i presidenti degli Automobil Clubs ed i Segretari federali, sui quali facevamo principale assegnamento, come coloro che all'occorrenza avrebbero potuto metterci a disposizione delle forze inquadrate per la sorveglianza della strada. Infatti lo spirito principale della nostra propaganda e lo stimolo da noi adoperato erano di carattere politico: volevamo cioè dare la dimostrazione, attraverso la corsa, della grande disciplina del popolo italiano, non solamente sportiva, per concludere che la disciplina è forza. Prima di arrivare nella capitale non cercammo di coinvolgere i Prefetti, perché eravamo sicuri che l'unico risultato pratico sarebbe stato ottenuto con degli ordini dati da Roma».5


Note

1 Chino, o meglio Kino (ma la "k" non si poteva usare), era il nomignolo di Franco Mazzotti.

3 Giarratana si riferisce ai tanti discorsi tenuti nelle serate trascorse a Milano.

4 Tale compito era affidato ai due tecnici, Castagneto e Cougnet.

5 Corsi e ricorsi storici: la strategia dello "stimolo politico" adottata da Giarratana, un autentico pretesto come lui stesso lascia intendere, sarà la stessa arma adottata per far riprendere la Mille Miglia dopo la guerra, nel 1947. Castagneto e Bruno Boni "il sindaco della Mille Miglia", fecero leva sulle autorità della nuova Repubblica Italiana, sostenendo proprio il contrario, cioè che l'ordinamento politico democratico poteva mostrarsi superiore a quello fascista.