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Mille Miglia

Dal 1931 al 1934

Nel 1931, la fama della Mille Miglia era ormai tale che gli organizzatori ricevevano, proprio come oggi, innumerevoli richieste di transito della gara. Castagneto, Mazzotti, Maggi e Canestrini valutarono a fondo la questione; s'ipotizzò anche un allungamento del percorso con un passaggio a Napoli, ma i "Quattro Moschettieri" non vollero modificare lo spirito della gara che prevedeva, come punto fermo, essenzialmente il tracciato Brescia-Roma-Brescia, per una distanza da compiere il più possibile vicino alle fatidiche Mille Miglia. In secondo luogo, con le diverse conformazioni del territorio, l'equilibrio del percorso risultava pressoché perfetto in relazione alla rete stradale esistente.

Così, le modifiche apportate furono marginali, prevedendo solo piccole deviazioni per consentire l'attraversamento di Cremona al Nord, di Vetralla nel Lazio e di Porto Recanati sull'Adriatico. Questo nuovo assetto rimarrà immutato per altri tre anni. Naturalmente, lungo un tracciato così articolato, qualche concorrente avrebbe potuto tentare di guadagnare tempo utilizzando scorciatoie che tagliavano il percorso. Per evitare che ciò accadesse furono istituiti dei punti di controllo dove i concorrenti dovevano transitare per ottenere un timbro o un punzone. Non è difficile immaginare le scene che devono essersi verificate quando più concorrenti giungevano contemporaneamente allo stesso punto di controllo.