1000 Miglia Srl utilizza i cookies per migliorare l’esperienza di chi naviga questo sito. Se prosegui la navigazione acconsenti a questo trattamento. Per ulteriori informazioni, ti invitiamo a consultare la nostra “cookie policy”.

Mille Miglia

La Mille Miglia epica

Il successo delle prime edizioni fu eclatante, andando oltre le più rosee previsioni dei quattro amici, tanto da superare le molte perplessità di chi considerava la Mille Miglia pura follia, chiedendone la sospensione.

I concorrenti della prima edizione partirono con il necessario per un pernottamento, non potendo ipotizzare quanto sarebbe durato un viaggio su strade per lo più sterrate; dopo soli tre anni, nel 1930, Tazio Nuvolari concluse il percorso ad una media superiore ai 100 km/h, sorprendendo anche i più scettici.

Fu il cosiddetto periodo epico della Mille Miglia, costituito dalle dodici edizioni dal 1927 al 1938 della Coppa delle Mille Miglia.

Furono anni di un automobilismo eroico, in condizioni di scarsa affidabilità delle vetture e con i piloti che, accecati dalla polvere sollevata dai concorrenti che li precedevano, usavano per orientarsi i pali del telegrafo posti parallelamente alla strada.

Questo periodo fu dominato dall'Alfa Romeo che vinse dieci edizioni della corsa, con piloti quali Campari, Nuvolari, Varzi, Borzacchini, Trossi, Pintacuda e Biondetti. Solo in due edizioni la casa del Biscione non conquistò il primo posto: nel 1927, con la vittoria di Nando Minoja e Giuseppe Morandi, piloti della bresciana O.M., e nel 1931, quando con teutonica determinazione la Mercedes-Benz trionfò con Rudy Caracciola, al volante della 720 SSKL, fornita di un esuberante motore da 7.100 cm3.

Il primo stop si verificò nel 1939: a causa di un grave incidente avvenuto a Bologna nell'edizione del 1938, il governo proibì le corse su strada, impedendo la disputa della Mille Miglia.

La fantasia dei bresciani escogitò, pur di non rinunciare alla corsa anche nel 1940, una sorta di circuito sul triangolo Brescia-Cremona-Mantova. Mentre mezza Europa era già in guerra, su questo tracciato, da ripetersi nove volte per raggiungere le fatidiche 1.000 miglia, si disputò una gara, chiamata Gran Premio Brescia delle Mille Miglia, sostanzialmente diversa nello spirito delle altre edizioni.

Su un percorso lineare e pianeggiante, quindi velocissimo, nulla poterono le pur potenti Alfa Romeo contro le velocissime e aerodinamiche BMW. A trionfare fu una berlinetta disegnata dalla Touring di Milano, capace di circa 220 Km/h. A condurla fu il barone Huschke von Hanstein, che bissò il successo già riportato a Le Mans. Di rilievo il debutto della Auto Avio 815, la prima vettura costruita direttamente da Enzo Ferrari, costretta al ritiro.