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Mille Miglia

1000Miglia Mille Miglia La Mille Miglia di velocità La storia dal 1927 al 2012 La rinascita della Freccia Il nuovo Millennio: Il Ferrarri Tribute e la nascita della Mille Miglia Srl

Il nuovo Millennio: Il Ferrarri Tribute e la nascita della Mille Miglia Srl

Dal 2001, la Mille Miglia ha ricevuto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro.

Nell'antico monastero di Santa Eufemia della Fonte, sulla prosecuzione di Viale Venezia, il 10 novembre 2004 viene inaugurato il Museo della Mille Miglia, che ospita l'Archivio Storico di proprietà dell'A.C. Brescia, socio fondatore del Museo insieme a una quarantina di appassionati, quanto facoltosi e generosi bresciani, che hanno finanziato il restauro del monastero e l'allestimento del percorso museale. Presidente dell'Associazione Museo Mille Miglia è Vittorio Palazzani, mentre il primo Amministratore Delegato è Enzo Cibaldi.

L'Automobile Club di Brescia, nel 2006, dopo anni di assegnazione su trattativa privata, secondo le normative vigenti, decise di indire un bando per l'assegnazione quinquennale della gestione della corsa Mille Miglia e di tutte le attività contraddistinte dalla Freccia Rossa.

La gara fu vinta un'ATI (Associazione Temporanea d'Imprese), composta da MAC Group SrL, Meet Comunicazione SrL e Sanremorally SrL; dopo una serie di sentenze di TAR e Consiglio di Stato, grazie al "lodo Corsini", dal nome di Paolo Corsini, allora Sindaco di Brescia, A.C. Brescia, ATI e Marva SrL strinsero un accordo per il quale la Mille Miglia 2007 fu organizzata, per l'ultima volta, dalla società bresciana.

L'ATI ligure-romana ha quindi gestito la Mille Miglia dal 2008 fino al 30 giugno 2012, dopo la trentesima edizione della rievocazione storica della corsa, tenuta dal 17 al 20 Maggio.

In questi cinque anni, sotto la conduzione del Presidente Alessandro Casali e del Segretario Generale Sandro Binelli, la Mille Miglia ha proseguito il suo percorso di notorietà internazionale, grazie anche a molte presentazioni in diversi Paesi del mondo.

Tra le novità, grazie alle nuove tecnologie, sulle vetture in gara viene montato un segnalatore GPS, che consente alla direzione di gara di verificare su uno schermo la posizione di ciascun equipaggio.

Nel corso dei cinque anni, le vetture in gara, definite "museo viaggiante", sono salite a oltre 383, scelte tra sempre tantissime richieste di partecipazione. A queste, dal 2010, si aggiungono 150 Ferrari di tutte le epoche, partecipanti al "Ferrari Tribute to Mille Miglia".

L'evento, in collaborazione con la Casa di Maranello, prevede che le vetture del cavallino precedano sul percorso le vetture d'epoca.

A subire poche variazioni, di anno in anno, è proprio il percorso che - nel rispetto dei tracciati originali - continua a rappresentare una delle migliori promozioni del nostro Paese e delle sue eccellenze.

Esaurito il ciclo quinquennale, il Consiglio direttivo dell'Automobile Club di Brescia, presieduto da Aldo Bonomi, ha deciso di non indire alcuna procedura di gara per l'affidamento dell'organizzazione della Mille Miglia e della licenza del marchio con la Freccia Rossa.

A partire dall'edizione del 2013, l'organizzazione Mille Miglia sarà quindi realizzata direttamente sotto il controllo dell'Automobile Club di Brescia, proprio come alle origini.

A tal scopo, è stata costituita una società "in house", interamente controllata dallo stesso A.C. Brescia.

Nell'ideare la freccia rossa con la scritta bianca, allo scopo di indicare il percorso di gara, Renzo Castagneto non avrebbe certo potuto pensare che, all'inizio del terzo Millennio, il suo simbolo avrebbe continuato a indicare quella che - seppur con caratteristiche assai diverse - è ancora la "corsa più bella del mondo", diventando un marchio internazionalmente conosciuto e ambito.

Siamo ormai alla storia recentissima, ed è difficile spiegare quali siano i motivi, in un'epoca ormai aliena da un certo tipo di miti e «valori ardimentosi», che hanno portato la Freccia Rossa a diventare un fenomeno di costume, un appuntamento irrinunciabile anche per chi non è appassionato di automobili.

Nell'ideare la freccia rossa con la scritta bianca, allo scopo di indicare il percorso di gara,

Renzo Castagneto non avrebbe certo potuto pensare che, nel terzo Millennio, il suo simbolo - roba da genio della comunicazione - avrebbe continuato ad indicare quella che - seppur con caratteristiche assai diverse - è ancora la "corsa più bella del mondo".