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Scopri i luoghi che accoglieranno la gara.


Bari, un abbraccio fra mare e storia millenaria

Bari, capoluogo pugliese e porta verso l’Oriente, vive in un rapporto simbiotico con l’Adriatico che la circonda per tre quarti. La città mostra due volti distinti: l’elegante quartiere murattiano ottocentesco, con i suoi teatri Petruzzelli e Piccinni, e l’ipnotica Bari Vecchia. In questo dedalo di vicoli, tra il profumo delle focacce e le orecchiette preparate davanti agli usci di via Arco Basso, si respira un’atmosfera sospesa nel tempo, dominata dal Castello Normanno-Svevo voluto da Federico II.

Centro della spiritualità è la Cittadella Nicolaiana con la Basilica di San Nicola, patrono della città e noto nel mondo come Santa Claus. Ponte tra cattolici e ortodossi, Bari è una meta internazionale di pellegrinaggio, ma rivela tesori anche nel sottosuolo tra ipogei e chiese rupestri. Accanto alla devozione, la città vanta una vivace anima universitaria e mondana: il centro storico brulica fino a notte fonda tra piazza Ferrarese e piazza Mercantile, mentre i locali lungo i muraglioni accendono il lungomare più esteso d’Italia con musica dal vivo e appuntamenti enogastronomici.

Per i baresi il mare è la spiaggia di Pane e Pomodoro, o il crudo di pesce consumato come street food, insieme alla tradizionale “tiella” di riso, patate e cozze. Tra i festeggiamenti di San Nicola e la movida contemporanea, Bari si conferma un fondamentale polo di comunicazione e cultura nel cuore del Mediterraneo.

Alberobello, la Città dei Trulli 

Con oltre 10.000 abitanti, Alberobello è il Comune italiano della città metropolitana di Bari in Puglia, confinante con la Valle d’Itria, universalmente riconosciuto come la Città dei Trulli.

È noto infatti nel mondo per le sue abitazioni coniche, i caratteristici trulli, che rappresentano un modello costruttivo di architettura spontanea, dichiarati a Merida in Messico il 6 dicembre 1996 Patrimonio Mondiale dell’Umanità e iscritti nelle liste dell’UNESCO.

Questa la motivazione con cui Alberobello fu iscritta nella lista del World Heritage: “I trulli di Alberobello rappresentano un sito di valore universale ed eccezionale in quanto sono l’esempio di una forma di costruzione ereditata dalla preistoria e sopravvissuta intatta, pur nell’uso continuativo, fino ai nostri giorni”.

La città si trova a 416 metri dal livello del mare, in un’area strategica tra i confini delle province di Bari, Brindisi e Taranto. Alberobello si sviluppa su due rilievi collinari, anticamente interrotti da un fiume carsico, la cui presenza ha provocato la formazione di un avvallamento chiamato “il largo delle fogge”. La sua posizione geografica, la breve distanza dal mare, il clima temperato e gli interessanti percorsi urbani ed extraurbani fanno di questo centro uno dei luoghi più ameni e salubri della Regione.

Polignano a Mare, un luogo unico sospeso sul mare

L’unicità di Polignano a Mare la rende un punto di riferimento tra le destinazioni più suggestive della costa adriatica. Arroccata su alte scogliere a picco sul mare, la città ha saputo conservare nel tempo il suo spirito autentico, coniugando storia, bellezza paesaggistica e accoglienza.

Il suo centro storico, di origine antica, è un intreccio di vicoli bianchi, piazzette e affacci panoramici che si aprono su un mare cristallino. Lama Monachile, incastonata tra le rocce, è diventata negli anni uno dei simboli più riconoscibili e fotografati del territorio.

Tuttavia, Polignano a Mare è molto più di una destinazione balneare. Patria di Domenico Modugno, la città esprime una forte identità culturale fatta di musica, tradizioni ed eventi che animano il territorio durante tutto l’anno.

Oltre al fascino del suo paesaggio, Polignano offre esperienze autentiche tra mare e terra: escursioni lungo la costa e nelle grotte marine, percorsi enogastronomici legati alla tradizione pugliese e una proposta turistica capace di coniugare qualità e sostenibilità.

Una destinazione da vivere in ogni stagione, dove natura, cultura e bellezza si incontrano in un equilibrio unico sul mare.

Ostuni, la Città Bianca

Ostuni, conosciuta come la Città Bianca, è una delle località più suggestive della Puglia. Il suo centro storico, caratterizzato da case imbiancate a calce e vicoli tortuosi, domina una distesa di uliveti che si estende fino al mare Adriatico.

Le origini della città risalgono all’età messapica e il borgo conserva numerose testimonianze storiche, tra chiese, palazzi e musei. Nel punto più alto del centro storico si trova la Cattedrale di Ostuni, costruita nel XV secolo in stile gotico. Nel Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale è conservata Ostuni 1, lo scheletro di una donna incinta risalente a circa 28.000 anni fa, una delle più antiche testimonianze di maternità mai ritrovate.

Aeroporto militare di Galatina, casa del 61° Stormo e del 10° Reparto Manutenzione Velivoli

L’aeroporto militare di Galatina (Lecce), rappresenta uno dei poli più avanzati dell’Aeronautica Militare italiana. Costituito il 31 marzo 1931 come “Campo di Fortuna”, ha svolto un ruolo fondamentale nella “Rinascita Aeronautica” dopo l’8 settembre 1943, evolvendosi nel tempo in una moderna infrastruttura dedicata all’addestramento e al supporto tecnico. Oggi ospita il 61° Stormo e il 10° Reparto Manutenzione Velivoli, realtà che insieme garantiscono elevati standard operativi, tecnologici e logistici.

Il 61° Stormo rappresenta un centro di eccellenza per l’addestramento dei piloti militari, in particolare di quelli destinati ai velivoli caccia di ultima generazione. Grazie all’impiego di sistemi avanzati come i T-345A, FT-339C e il T-346A, il reparto si colloca tra le scuole di volo più moderne e apprezzate a livello internazionale. L’elevato livello tecnologico, unito a metodologie didattiche innovative, consente di formare piloti militari secondo standard tra i più alti nel panorama globale, attirando anche numerosi frequentatori stranieri.

In questo contesto si inserisce anche l’International Flight Training School (IFTS), sviluppata in collaborazione con Leonardo, che rappresenta uno dei programmi più avanzati al mondo per l’addestramento dei piloti fighter. L’attività della fase IV (LIFT) si svolge presso la base di Decimomannu (Cagliari), dove opera il 212° Gruppo Volo del 61° Stormo, contribuendo a consolidare ulteriormente il ruolo dell’Italia come punto di riferimento internazionale nel settore.

Brindisi, una città che naviga

Brindisi non è una città che cammina: piuttosto naviga. Sospinta dai venti dell’Adriatico e dai seni del suo porto naturale, la città si stringe in un abbraccio d’acqua che la proietta da millenni verso Oriente. Fondata dai Messapi, divenne con Roma il terminale della Via Appia: un crocevia strategico dove le colonne romane restano ancora oggi a testimoniare il passaggio di legionari, mercanti e pellegrini.

Più che un semplice scalo, Brindisi è un mosaico di pietra chiara e vicoli che profumano di salsedine, dove la storia si respira in ogni angolo. Dalla scalinata virgiliana, dove la leggenda vuole che il poeta abbia trovato il suo ultimo riposo, al Castello Alfonsino che sembra galleggiare sull’acqua, il volto urbano riflette le eredità di Normanni, Svevi e Aragonesi. È qui che Federico II scelse di celebrare il suo matrimonio imperiale e da dove i crociati salpavano verso la Terrasanta.

Brindisi è una soglia tra mondi che ha esercitato una malia irresistibile sulla letteratura. Se per il poeta indiano Tagore era un “sottilissimo diaframma” capace di fondere due civiltà, per Kavafis l’aria stessa era intrisa dell’odore d’Oriente dei bastimenti. Sulle sue banchine, Rimbaud indugiò stordito dal sole, e Ungaretti vide per la prima volta materializzarsi l’Italia, la terra degli avi. Anche la narrativa d’invenzione ha eletto il porto a snodo cruciale: qui Phileas Fogg s’imbarcò per il suo Giro del mondo in ottanta giorni, mentre Hemingway vi immaginò la fuga degli sconfitti della Grande Guerra.

Oggi Brindisi è una città che guarda avanti senza dimenticare il suo passato da protagonista. Una città che accoglie, che racconta, che sorprende. Perché qui la storia non si studia: si respira, si ascolta, si vive. E ogni onda che entra nel porto porta con sé un nuovo inizio e un frammento di ciò che si è stati.

Otranto, la Porta d’Oriente: un mosaico di culture e paesaggi

Otranto, la “Porta d’Oriente” incastonata sulla costa adriatica nel cuore del Salento, è un luogo dove il suono delle onde e un’atmosfera tranquilla invitano a staccare la spina. Più che una località balneare, la città è un crocevia di storia e culture: una narrazione a cielo aperto che racconta, attraverso i suoi monumenti, una storia millenaria e complessa. Le sue difese, come il Castello Aragonese, le mura cittadine e la Porta Alfonsina, non sono elementi isolati ma un sistema integrato che ha plasmato l’identità e la vita quotidiana, trasformandosi da baluardi militari in centri culturali e zone pedonali.

La diversità del paesaggio naturale è notevole e si rivolge a ogni tipo di viaggiatore in un raggio geografico contenuto. Otranto offre ampie distese di sabbia con lidi attrezzati come gli Alimini, ma anche calette rocciose e selvagge ideali per lo snorkeling, come Porto Badisco. Il territorio comprende parchi naturali protetti e formazioni geologiche uniche, tra cui la Cava di Bauxite e Punta Palascia. Questa versatilità permette di alternare il relax a momenti di attività intensa, come il trekking e gli sport acquatici, offrendo esperienze autentiche che spaziano dall’artigianato locale alla scoperta della natura selvaggia. È una destinazione completa che parla al cuore, capace di offrire qualcosa di speciale per ogni età.

Santa Maria di Leuca de Finibus Terrae

Santa Maria di Leuca o Santa Maria de Finibus Terrae, situata sull’estremo promontorio Iapigeo, deve il suo duplice nome alla storia. I Greci la chiamarono Leucos (terra bianca), mentre i Romani la definirono De Finibus Terrae, segnando il confine ultimo dei cittadini dell’Impero. Questo lembo orientale d’Italia, descritto come la prua di una nave circondata dal mare, è un luogo di passaggio millenario dove si narra che San Pietro fece tappa nel suo viaggio verso Roma, trasformando l’antico tempio di Minerva nell’attuale centro di culto cristiano.

La Basilica Pontificia, ricostruita tra il 1720 e il 1755 da monsignor Giovanni Giannelli con un aspetto fortificato per resistere alle incursioni turche, è oggi meta di pellegrinaggi internazionali.

Tracce del passato convivono armoniosamente: l’antico monolito dell’Ara a Minerva si contrappone ai moderni portoni in bronzo di Armando Marrocco e alle nicchie riscoperte nei muri, un tempo rifugio per i pellegrini che giungevano a piedi.

Anche il piazzale esterno raccoglie simboli di epoche diverse: dalla Colonna Mariana del 1694 alla Croce Monumentale del 1901. A dominare lo scenario sono il Belvedere, da cui la vista spazia dalle montagne dell’Albania ai monti della Sila, e l’imponente faro del 1864, tra i più importanti d’Italia. Tra la storia di Santi e Papi e la bellezza naturale del promontorio, Leuca resta un ponte sospeso tra Oriente e Occidente.