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TAPPA 4 – VENERDÌ 14 GIUGNO

Civita Castellana, Amelia, Orvieto, Solomeo, Passignano sul Trasimeno, Sinalunga, Asciano, Siena, Radda in Chianti, Prato e San Lazzaro di Savena

Con la quarta tappa gli equipaggi risaliranno a Civita Castellana, Amelia, Orvieto e poi Solomeo, sede del pranzo. Dopo il break sarà il turno di Passignano sul Trasimeno, Sinalunga, Asciano, Siena, Radda in Chianti Prato, che precederanno l’arrivo a San Lazzaro di Savena (Bologna)


Amelia

Natura, storia, arte e buon cibo

Immersa nel paesaggio incantato dei monti Amerini, Amelia offre al visitatore la possibilità di vivere delle esperienze a contatto con la natura, la storia, l’arte e il buon cibo. Città antichissima nota con il nome di Ameria, fu certamente tra i primi centri italici. Catone, citato da Plinio nella Naturalis historia, afferma che la città fu fondata 963 anni prima della guerra dei Romani contro Perseo, re di Macedonia, e quindi nel 1134 a.C.

Amelia vanta numerose testimonianze del suo passato ancora oggi perfettamente leggibili percorrendo il suo affascinante e ben conservato centro storico. Se la notevole cinta muraria in opera poligonale costituisce il monumento più importante;  le porte, le architetture dei palazzi rinascimentali, le chiese, ci raccontano le varie epoche vissute dell’età preromana a quella moderna.

Il museo archeologico, che raccoglie i pregevoli reperti archeologici rinvenuti nelle tombe, lungo la via Amerina e nelle numerose ville rustiche oltre che nelle necropoli del territorio, conserva altresì la statua bronzea di Germanico Giulio Cesare, capolavoro della bronzistica romana. Monumentale la cisterna romana di piazza Matteotti, costituita da dieci vani e superba testimonianza dell’ingegneria idraulica Romana, i resti dell’antico teatro, delle terme presso palazzo Farrattini e delle domus tra le quali quella di Palazzo Venturelli con mosaici di epoca adrianea.

Amelia Terra della 1000 Miglia dal 2010, grazie al Pilota e Meccanico Rinaldo Tinarelli  che corse varie edizioni della corsa e ai  Fichi Girotti, prodotto ufficiale della Corsa  negli anni 30, portati a Brescia dal Pilota ternano Mario Umberto Borzacchini.


Orvieto

Un gioiello incastonato su una rupe di tufo

Arte, cultura, tradizioni vi accompagnano a ogni passo a Orvieto, un gioiello incastonato su una rupe di tufo in Umbria, cuore verde d’Italia, che racconta una storia di oltre 3mila anni. La città è senza dubbio conosciuta nel Mondo per il Duomo e il Pozzo di San Patrizio. Il Duomo, incredibile espressione dell’architettura gotico-romanica, è stato definito il “Giglio d’oro delle Cattedrali” per i mosaici dorati che decorano la sua inconfondibile facciata. Il Pozzo di San Patrizio, realizzato nel 1527 da Antonio da Sangallo il Giovane per volere di Papa Clemente VII, è un autentico capolavoro di ingegneria: scavato nel tufo per 54 metri di profondità è composto da due scale a spirale di 248 gradini ciascuna, una per la discesa e una per la risalita, che non si incontrano. Ma Orvieto è uno scrigno pieno di tesori che non finisce mai di stupire con la Torre del Moro e il Palazzo del Popolo, simboli della potenza dell’antico Comune, o con il suo affascinante quartiere medievale dove spicca la chiesa di San Giovenale, la più antica della città. Del periodo etrusco poi si hanno numerose testimonianze: tra le più importanti la Necropoli del Crocefisso del Tufo e il “Fanum Voltumnae”, l’antico santuario federale degli Etruschi, scoperto dopo una serie di importanti campagne di scavi nella zona di Campo della Fiera.


Passignano sul Trasimeno

La Corsa tra il borgo e le sponde del lago

Le auto storiche della 1000 Miglia attraverseranno il borgo che si affaccia sulle sponde settentrionali del lago Trasimeno.


Siena

La 1000 Miglia nella città del palio 

La città del Palio, esempio senza tempo di gioiello medioevale, continua ancora oggi a vivere sospesa tra passato e presente. Un patrimonio artistico e culturale così ricco e unico, il suo, da averla portata ad essere Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco dal 1995 proprio grazie al suo centro storico e a quel salotto, Piazza Il Campo. Oggi, Siena si guadagna un’altra importante medaglia nella sua “corsa” verso il domani: è la prima città d’arte italiana e mondiale ad essere certificata come destinazione sostenibile secondo il Global Sustainable Tourism Council (GSTC-D). Ennesima dimostrazione di quanto pur forte delle sue tradizioni fatte non solo di storia, di contrade e di architettura ma anche di eccellenze gastronomiche e di una cultura del “savoir faire” legata all’artigianalità e a piccole botteghe che animano, oggi come ieri, il centro città, sia capace di conservarsi proiettandosi nel futuro.


Prato

Al centro dell’area settentrionale della Toscana

Prato si trova in una posizione strategica, al centro dell’area settentrionale della Toscana, vicina anche alle altre maggiori città d’arte della regione.

E’ conosciuta soprattutto per la produzione tessile che ha avuto fin dal Medioevo un ruolo chiave per lo sviluppo economico e sociale del comprensorio. Oltre questo aspetto la città offre attrattive storico-artistiche di grandissimo rilievo, attraverso un itinerario che dal Medioevo arriva all’Arte Contemporanea.

Nel centro storico il Castello dell’Imperatore (testimonianza di architettura sveva unica nell’Italia centro-settentrionale) e il Duomo dove è conservata la venerata reliquia della Sacra Cintola della Madonna. Poi il Museo di Palazzo Pretorio, la Basilica di S. Maria delle Carceri di Giuliano da Sangallo; in questi edifici e nei musei cittadini sono custodite opere di grandi maestri come Agnolo Gaddi, Paolo Uccello, Filippo e Filippino Lippi, Donatello e Michelozzo e di altri grandi artisti. Il Museo del Tessuto, espressione della storia tessile della città, conserva campioni e documenti dal V secolo ai giorni nostri. Il Centro Pecci rappresenta un punto di riferimento importante per l’Arte contemporanea mondiale.

Il territorio provinciale offre necropoli etrusche a Carmignano, borghi medievali, le splendide Ville Medicee di Poggio a Caiano e Artimino Patrimonio UNESCO, per non parlare della bellezza del paesaggio collinare del Montalbano, ricco di vigneti e olivi, o del suggestivo scenario del massiccio della Calvana, del Monteferrato e della Val di Bisenzio.


San Lazzaro di Savena

La 1000 Miglia nella città di Canè

La 1000 Miglia  arriverà a San Lazzaro di Savena in Piazza Bracci attraversando il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, un’area naturale protetta inserita di recente nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco, lungo la splendida e verdissima Val di Zena. Il biglietto da visita migliore per una cittadina che, pur essendo alle porte di Bologna ed attraversata dalla Via Emilia, a due passi dalla tangenziale e dall’autostrada, insiste su un patrimonio naturalistico ed ambientale straordinario.

Il Parco rientra nel patrimonio Unesco soprattutto per l’importante sistema carsico che lo caratterizza e che ne fa un ambiente unico a livello Europeo. Il Parco naturale, i corsi d’acqua Savena, Idice e Zena importantissimi corridoi biologici ed un patrimonio di verde urbano vasto e curato, ne fanno un vero e proprio giardino accanto a Bologna.

San Lazzaro di Savena, infatti, confina con il capoluogo il cui centro si raggiunge comodamente grazie anche ad un sistema di trasporto pubblico – bus e treno – puntuale ed efficiente. Scelto in passato dai nobili bolognesi per trascorrervi l’estate, a testimoniarlo restano diverse ville meravigliose,  la più nota è Villa Cicogna attribuita a Jacopo Barozzi detto il Vignola, San Lazzaro vanta alcuni cittadini illustri come Alberto Tomba, Cesare Cremonini, Gianni Morandi, Cristina D’Avena e lo scrittore Loriano Macchiavelli. Senza dimenticare i sanlazzaresi Giuliano Canè e la moglie Lucia Galliani che hanno vinto ben 10 edizioni della Mille Miglia!